Dopo aver definito la geometria orizzontale attraverso l’allineamento della testina sulla dima, è necessario affrontare la terza dimensione del tracciamento. La precisione millimetrica sui Null Points ci garantisce che lo stilo sia correttamente orientato rispetto al raggio del disco, la calibrazione verticale invece, definisce l’interazione dinamica tra il diamante e le pareti del solco.
Non si tratta di una regolazione legata all’estetica, ma di una necessità meccanica: attraverso la gestione combinata della Tracking Force e del VTA (Vertical Tracking Angle), l’obiettivo finale è sincronizzare lo Stylus Rake Angle con l’angolo d’attacco del tornio che ha inciso il master originale.
In questo articolo
La Meccanica della Pressione: Vertical Tracking Force (VTF)

Quando parliamo di Vertical Tracking Force (VTF), il termine “peso” rischia di semplificare eccessivamente quello che è, a tutti gli effetti, un delicato equilibrio dinamico. Come spiegato approfonditamente in guide tecniche come quelle di Ortofon, la pressione corretta non serve semplicemente a tenere la puntina nel solco, ma a stabilire l’interazione elettromeccanica ottimale tra la puntina e il generatore interno della testina.
Fader Space Insight: Inoltre, per un approfondimento visivo e tecnico di altissimo livello (che Ortofon ora propone come guida definitiva), ti consiglio di guardare, sebbene sia in inglese, il “Masterclass” dove Leif Johannsen (Chief Officer di Ortofon) spiega la VTF al minuto 06:00: Detailed High-end Cartridge Setup | Ortofon Masterclass. In generale un video molto interessante.
Non stiamo solo appoggiando un oggetto su una superficie; stiamo pre-caricando una sospensione affinché possa lavorare nel suo punto di massima efficienza.
Il cantilever, infatti, è collegato a un sistema di smorzamento (damper) solitamente in gomma o polimeri sintetici che deve essere compresso con precisione. Questa operazione permette al sistema di magneti o bobine all’interno della testina di posizionarsi esattamente al centro del traferro magnetico. È solo in questo specifico punto di equilibrio che il generatore lavora in regime di massima linearità, traducendo le vibrazioni meccaniche in impulsi elettrici senza le distorsioni tipiche di un disallineamento interno. Per chi opera su testine vintage o specifiche meno comuni, la consultazione del database di Vinyl Engine (Cartridge Alignment Library) rimane il passaggio obbligato per verificare il range di VTF suggerito dal produttore e garantire che la sospensione lavori secondo il progetto originale.
Il Paradosso del Peso Piuma
Il paradosso del “peso piuma” viene smontato con rigore scientifico dalle analisi tecniche di Rod Elliott per ESP (Phono Preamp & Alignment Theory), che dimostrano come un tracciamento insufficiente sia infinitamente più distruttivo di una pressione leggermente superiore al nominale. Se la forza esercitata è troppo esigua rispetto alla compliance (cedevolezza) della testina, lo stilo perde la capacità di copiare fedelmente le creste delle alte frequenze. Invece di scivolare, la puntina inizia a “rimbalzare” contro le pareti del solco, generando micro-impatti violentissimi che erodono le modulazioni delicate in modo irreversibile.
Oltre alla protezione fisica del vinile, una VTF accurata agisce come un filtro naturale per il rumore di fondo. Una pressione adeguata permette allo stilo di mantenere un contatto costante con la zona più profonda e pulita del solco, superando lo strato superficiale dove tendono ad accumularsi polvere e detriti. Il risultato è un incremento tangibile della dinamica e una stabilità del messaggio sonoro che si avverte soprattutto nella solidità delle basse frequenze, le quali richiedono un’energia meccanica superiore per essere estratte con coerenza.
L’Angolo d’Attacco: VTA e Stylus Rake Angle (SRA)

La regolazione del VTA non è un semplice esercizio di parallelismo estetico del braccio, ma il tentativo di ricalcare esattamente l’angolo con cui il tornio di incisione ha “scolpito” il master originale. Secondo gli standard tecnici stabiliti dalla Audio Engineering Society (AES), l’angolo di modulazione verticale nei dischi moderni è tipicamente fissato a circa 20 gradi (con tolleranze che variano tra i 15 e i 25 gradi a seconda dell’epoca e del banco di taglio utilizzato).
Nella pratica, agire sul VTA significa alzare o abbassare la base del braccio (il pilastro) per modificare l’inclinazione del cantilever rispetto alla superficie del disco. Tuttavia, il vero obiettivo per chi cerca la massima risoluzione non è solo il parallelismo della canna del braccio, ma il raggiungimento del corretto Stylus Rake Angle (SRA).
SRA (Stylus Rake Angle): L’Incidenza Reale del Diamante

L’SRA rappresenta l’angolo effettivo tra l’asse verticale del diamante e il solco stesso. Per minimizzare la distorsione di fase e massimizzare il dettaglio nelle alte frequenze, la punta del diamante dovrebbe idealmente formare un angolo di circa 91-92 gradi rispetto alla superficie del vinile, ovvero una lievissima inclinazione “in avanti” verso la direzione di rotazione.
Questo livello di micro-calibrazione diventa cruciale quando si utilizzano testine con tagli del diamante sofisticati (come i profili Shibata, Fine Line o Micro-Line), dove una variazione anche di un solo grado può alterare drasticamente la scena sonora. Un VTA troppo alto (coda del braccio sollevata) tenderà a rendere il suono eccessivamente analitico e sottile, enfatizzando i transienti ma svuotando il corpo delle basse frequenze. Al contrario, un braccio troppo basso (“seduto” sulla parte posteriore) darà vita a una riproduzione più scura e gonfia, spesso a scapito della trasparenza e dell’immagine stereofonica.
È interessante notare come questo parametro sia intrinsecamente dinamico: lo spessore del supporto gioca un ruolo fondamentale. Passare da un disco standard da 140 grammi a una stampa audiophile da 180 o 200 grammi modifica inevitabilmente l’angolo d’incidenza dello stilo. Come evidenziato nelle guide di riferimento di Vinyl Engine, per i sistemi più raffinati la regolazione del VTA non è un setup “imposta e dimentica”, ma una variabile da considerare per compensare le differenze fisiche tra le varie edizioni della propria collezione.
Riscontri Sonori: Il Fine-Tuning e la Ricerca del “Sweet Spot”

Calibrare VTA e VTF non è solo una questione di goniometri o bilance di precisione; e neanche un esercizio di stile. Il riscontro finale avviene nel dominio dell’ascolto critico. Esiste un punto di equilibrio dinamico, spesso definito “Sweet Spot”, in cui la geometria del diamante e la pressione della sospensione convergono per massimizzare la coerenza di fase e l’estensione dinamica del sistema.
Gli effetti di una regolazione imprecisa del VTA sono immediatamente identificabili nella risposta in frequenza e nella ricostruzione della scena sonora:
- Coda del braccio troppo alta (VTA Positivo): La risposta ai transienti diventa più veloce e incisiva, ma spesso a scapito del corpo armonico. Le frequenze alte possono risultare eccessivamente analitiche o aspre, mentre l’immagine stereofonica tende a restringersi, perdendo profondità nelle basse frequenze.
- Coda del braccio troppo bassa (VTA Negativo): Il bilanciamento tonale si sposta verso le ottave inferiori, creando una sensazione di calore e “morbidezza”. Tuttavia, questo eccesso di peso timbrico maschera i micro-dettagli e appiattisce la scena sonora, rendendo il messaggio acustico meno trasparente e privo di ariosità.
È fondamentale considerare che la Vertical Tracking Force (VTF) e il VTA sono parametri interdipendenti. Come documentato nelle masterclass tecniche di Ortofon, aumentare il peso di lettura causa una maggiore deflessione del cantilever verso il basso. Questa compressione del damper modifica inevitabilmente l’angolo di incidenza dello stilo (SRA). Di conseguenza, ogni intervento significativo sulla pressione di lettura richiede un piccolo ricalcolo dell’altezza del braccio per mantenere costante l’angolo d’attacco ottimale che abbiamo precedentemente impostato.
Conclusione: Il Bilanciamento delle Forze
Siamo partiti dalla geometria orizzontale dell’Insight #7 per arrivare, in questo capitolo, alla gestione delle forze verticali. Abbiamo visto come la meccanica del braccio e della testina non sia un sistema statico, ma un insieme di vettori che devono lavorare in armonia per onorare il lavoro svolto in fase di incisione. Gestire con rigore VTA e Tracking Force significa, in ultima analisi, ridurre lo stress meccanico sul vinile e liberare il potenziale elettrico della testina.
Una volta domate le forze verticali e stabilizzato l’assetto del braccio, rimane un ultimo elemento determinante da analizzare. Si tratta dell’unico punto di contatto fisico tra il sistema e la musica: il diamante.
Il segreto per superare questa “paura del setup”
È naturale che, davanti a termini come “distorsione di fase” o “regime di massima linearità”, chi è all’inizio del proprio percorso analogico provi un certo timore. Tuttavia, è importante chiarire un punto fondamentale: non è necessario essere tecnici del suono o ingegneri per percepire le variazioni prodotte dal fine-tuning. La nostra capacità uditiva è estremamente sensibile ai cambiamenti di timbro e di spazialità, spesso molto più di quanto crediamo.
Il segreto per superare questa paura del setup risiede nell’utilizzare dischi che conosciamo a memoria. Non servono registrazioni audiophile, serve invece un riferimento sonoro depositato nella nostra memoria uditiva. Quando modifichiamo il VTA o la Tracking Force, non stiamo cercando un numero magico, ma un equilibrio che il nostro orecchio riconoscerà istintivamente.
Non è quindi una questione di avere orecchie d’oro, ma sviluppare una consapevolezza metodica. Procedere per piccoli incrementi. Un decimo di grammo sulla bilancia o un millimetro sull’altezza del braccio. Questo ci consente in pratica di mappare i cambiamenti sonori senza perdere la bussola e la pazienza. La configurazione del giradischi è un po’ una prova d’esame si ma non in superabile.
Sbagliare è parte del processo e, nella maggior parte dei casi, il peggio che può succedere è dover tornare alla posizione di partenza e ricominciare con un briciolo di esperienza in più.
Nell’Insight #9, scenderemo nel mondo microscopico dei profili di taglio. Scopriremo come la forma geometrica dello stilo, dal classico profilo sferico alle complesse architetture Shibata o Fine Line, cambi radicalmente la superficie di contatto con il solco e, di conseguenza, la quantità di informazione sonora che siamo in grado di estrarre.
